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venerdì, giugno 29, 2007
Vigodarzere, Campodarsego...sono circondato da un 'opulenza vistosa, esibita, sfacciata, volgare e offensiva, rubadita ed enfatizzata ogni giorno dai media....
lunedì, giugno 25, 2007
Zanzotto è riuscito a vincere la sua battaglia...la palestra verrà costruita più distante e un'area verde non sara intaccata... però un uomo di 86 anni cosa è stato in grado di fare....
oggi diceva che i veneti si sono impossessati di un certo spirito demoniaco che li ha spinti a riempire di cemento tutti gli spazi.....diceva AI CAMPI DI STERMINIO HANNO SOSTITUITO LO STERMINIO DEI CAMPI
domenica, giugno 24, 2007
Pamuk dice che bisogna fuggire dalla gente e trovare il coraggio di chiudersi in una stanza...tra le quattro mura ognuno porta in sè la forma intera dell'umana condizione....ho sempre dovuto trascorrere lunghe ore da solo, chiuso in una stanza
domenica, giugno 17, 2007
Nella vita, come nell'arte, è difficile dire qualche cosa che sia altrettanto efficace del silenzio. |
Ludwig Wittgenstein |
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sabato, giugno 09, 2007
evasioni e rivolte
migranti cpt resistenze
di EMILIO QUADRELLI (X book 2007)
"Fino a quando gli immigrati annegano nei nostri mari oppure si accontentano di raccontare storie lacrimevoli e commoventi, il buon padrone bianco sente il dovere di indignarsi e magari di protestare. Ma non appena essi mostreranno di prendere l’iniziativa senza chiedere il permesso, ben pochi saranno disposti a seguirli."
venerdì, giugno 08, 2007
Diceva Laing, uno dei fondatori dell’antipsichiatria : “Il mistico e lo
psicotico sono nello stesso oceano. Ma il mistico nuota e lo psicotico
annega”.
Ecco, in questo senso siamo tutti un po’ psicotici e anneghiamo nelle nostre
fantasie anziché nuotare. Ma noi possiamo nuotare anche se non siamo mistici,
visto che un altro grande saggio, Shakespeare, ha detto : “noi siamo della
stessa sostanza dei sogni”.
martedì, giugno 05, 2007
Marilna Moretti Peppo parolini
Dal basso dei cieli
Una vita intensa e vibrante come un assolo di Chet Baker, sporca come certe pagine di Henry Miller, avvincente come le memorie criminali di Edward Bunker, dissacrante come i fumetti di Andrea Pazienza. La vita di uno spirito libero, di un artista eroinomane che è passato attraverso l’utopia degli anni Sessanta e l’estremismo autodistruttivo dei Settanta, tra picchi di esaltazione e cadute vertiginose. Sempre ostinatamente refrattario a ogni tipo di potere e di conformismo, pagando, e duramente, di persona i suoi fatti e i suoi misfatti.
Peppo Parolini ha conosciuto la galera, il manicomio, il letto di contenzione. Ha condiviso avventure e, più spesso, disavventure con i detenuti politici, i tossici, i pazzi, i ladri, i rapinatori. Sentendosi uno di loro, umano tra gli umani.
Lo hanno anche definito «poeta delle esistenze estreme». E poeta lo era davvero, ma nella spontaneità della vita. Come lo era nell’improvvisazione dei suoi disegni, nell’esuberanza dei colori. Ma il suo talento maggiore, più che nelle opere, si esprimeva nel saper raccontare. Soprattutto la sua vita, miniera inesauribile di storie. Era un grande affabulatore Peppo, ti incantava coi suoi racconti fatti nei bar, nei locali di Torino, con quella voce impastata di alcol e di fumo, che ora la pagina restituisce. La sua è una narrazione visiva, cinematografica, una narrazione che sa regalare inaspettate emozioni, far commuovere e ridere con spiazzante ironia.
È morto nel luglio 2006
«A me la vita m’ha preso a schiaffi subito, dalla nascita. Sono nato male, nero e di sette mesi. Mia madre Luigina, incinta, è scivolata al mercato di piazza Carlina, ha preso una gran botta di culo sul selciato e io dentro di lei mi sono girato col cordone attorno al collo. Mi hanno tirato fuori che ero nero e m’han dato due schiaffi. Lì mi sono incazzato e mi son detto: “Ti do trenta secondi per diventare bianco, altrimenti ti butto nel cesso!” E così sono nato.»
sabato, giugno 02, 2007
Se avessi una pistola la userei, mi sparerei un milione di volte al giorno."
"C'è un'enorme dose di tensione nello stare con uno che muore ogni giorno. E' un perenne ospizio; il senso di lutto è troppo estremo. E' la mia specialità, forzare i limiti, mettere le persone costantemente alla prova. Nessuno può superare l'esame, è questo il punto. Alla fine cedono, mi lasciano, e io le disprezzo."
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